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Biglietto da visita per medico: cosa scrivere e come stamparlo
· 4 minuti di lettura
Il biglietto da visita per medico serve a una cosa sola: far ritrovare lo studio a chi ne ha avuto bisogno, o a chi deve indirizzarti un paziente. Non deve convincere. Deve essere chiaro, ordinato e facile da conservare.
È un piccolo oggetto, e per questo si commettono errori piccoli e frequenti: troppe righe, un carattere minuscolo, tre numeri di telefono diversi, un logo sgranato. Qui sotto trovi cosa mettere, cosa lasciare fuori e come tenerlo in linea con il resto dello studio.
Un biglietto fatto bene si riconosce subito: poche informazioni, ben distanziate, con lo stesso logo e gli stessi colori che il paziente ha già visto sulla targa o sul sito.
Cosa scrivere sul biglietto
Sul fronte, poche cose:
- il logo e il nome con il titolo;
- la specialità, in una riga;
- il telefono per le prenotazioni, uno solo;
- l'indirizzo dello studio e, se serve, il piano.
Sul retro, se vuoi, gli orari di ricevimento e un riferimento al sito o all'email. Non mettere elenchi di prestazioni né frasi pubblicitarie: servono alle pagine del sito, e le regole della professione chiedono sobrietà. Per i dettagli su cosa può comparire, chiedi al tuo Ordine.
Indica un solo recapito principale per chiamare. Tre numeri diversi, per esempio il fisso, il cellulare personale e quello dello studio, generano chiamate nei momenti sbagliati e dubbi su quale usare. Se il numero personale non deve ricevere telefonate dei pazienti, non scriverlo.
Un esempio inventato, solo per capirci: il biglietto della dott.ssa Sara Conti riporta il logo e il nome, la parola «Dermatologia», un numero di telefono, l'indirizzo e, sul retro, gli orari. Fine. Tutto il resto sta sul sito.
Biglietto da visita per medico: formato, carta e impaginazione
Il formato classico va benissimo: sta in una tasca e in un portabiglietti. Conta di più la carta: spessore giusto, tinta chiara, finitura opaca che si legge senza riflessi. Un biglietto sottile e lucido dà subito l'impressione di un lavoro poco curato.
Qualche regola di impaginazione:
- Carattere leggibile: non scendere troppo con le dimensioni. Chi ha qualche anno in più deve riuscire a leggere senza difficoltà.
- Margini sicuri: lascia aria dai bordi, perché il taglio in tipografia non è mai preciso al millimetro.
- Stesso logo e stessi colori della targa e della carta intestata.
- Spazio bianco: fa sembrare tutto più ordinato, anche con poche informazioni.
- Niente foto, di solito: complicano la lettura e spesso peggiorano la stampa. La foto sta meglio sul sito e sui profili.
Una nota pratica sui costi: le grafiche da stampare partono da 59 € indicativi, mentre la stampa è sempre a parte, perché dipende da carta, quantità e finitura. Non stampare grandi scorte finché indirizzo e recapiti non sono stabili: meglio una piccola quantità da rifare quando serve.
Il biglietto digitale
Accanto al biglietto di carta, oggi esiste quello digitale: una scheda di contatto che si salva in rubrica con un tocco, oppure un codice da inquadrare con il telefono che apre i recapiti dello studio. È utile per i colleghi, per i congressi e per chi preferisce non portarsi dietro la carta.
Il codice va provato più volte, su telefoni diversi, prima di stamparlo: se non si legge al primo tentativo diventa un fastidio. Nel dubbio, tieni sul biglietto anche il recapito scritto in chiaro, accanto al codice.
Il biglietto digitale è anche il posto giusto per le informazioni che cambiano più spesso, come gli orari estivi. Il biglietto di carta resta fisso; la scheda digitale si aggiorna senza ristampare nulla. Così i due si completano: uno da consegnare di persona, l'altro sempre al passo con lo studio.
Ricorda che sul biglietto vanno solo dati professionali. Se condividi la scheda con il telefono, controlla che dentro non ci siano dati personali che non vuoi diffondere.
Domande frequenti
Devo stampare molti biglietti?
No. Meglio una piccola quantità, da rifare quando serve, che una scorta con recapiti destinati a cambiare. Un biglietto con un numero vecchio fa più danno di nessun biglietto.
Posso mettere una foto sul biglietto?
Si può, ma complica e spesso peggiora la lettura. Se vuoi una foto, riservala al sito e ai profili, dove arriva con un ritratto fatto bene.
Il biglietto deve riportare tutti i titoli di studio?
Per titoli e specializzazioni che possono comparire ci sono regole professionali: verifica con il tuo Ordine. Nel dubbio, nome, titolo base e specialità principale bastano e bastano bene.
Da dove partire
Il biglietto nasce dopo il logo e la scelta dei colori, perché ne prende le regole. Se vuoi un'idea della spesa per cominciare, qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa. Poi ci sentiamo e ricevi il preventivo con la cifra esatta.